Ma he hos’è? La vita in Toscana ^^

Aquí estamos, después de una mañana de lecciones de gramática italiana, literatura del trecento, con Alighieri y Petrarca, y repaso de actualidad con la Repubblica, comiendo en casa en este día fiorentino, primero desde mi llegada en el que no luce el sol.

Después de mi aterrizaje, y los primeros dos días, los días se suceden con calma, conociendo gente nueva, visitando sitios, comiendo y bebiendo más que bien, luchando contra los mosquitos y viendo las peculiaridades del lugar…. veamos algunos ejemplos 😉

El otro día fuimos a hacer la compra. Para cambiar, en lugar de al supermercado Esselunga, fuimos a la Coop, que yo llamaba erróneamente /kup/ del inglés, aunque al venir de Cooperativa, descubrí no solo que se leía /kop/ sino que además los toscanos tenían su propia pronunciación /La Hoppe/

Con la c aspirada podremos continuar, escuchando cosas como “la hapra”, “la hosa” o “una hoha-hola”… que en són de bojos aquests toscans!

El sábado pasado decidimos iniciar a explorar el arte contemporáneo que ofrece la ciudad [poco, considerando que aquí el Renacimiento lo monopoliza todo], pero fue un gran acierto visitar la Mostra “Rose, c’est Paris” de fotografía, mezcla de provocación, comicidad algo siniestra y plasticismo. Ese mismo día, después de la expo, como se hizo tarde, acabamos comiendo en una tasca del centro, uno de aquellos antros grasientos, antiguos que en España estarían plagados de jamones colgantes, pero aquí estaba repleto de porchetta, sbricciolona, y otras partes del cerdo maceradas, cocinadas, ahumadas, entre quesos, verdura salteada y otras bondades que podían elegirse para rellenar la schiacciata, un tipo de pan típico de la zona… Además el sitio resultaba ser una verdadera bodega, así que todo se acompañaba de una selección de vinos que podías servirte tu mismo. Rico, rico…!

A parte de varios aperitivos con amigos, y cenas varias, una noche fuimos en coche a un pueblecito de las afueras a cenar a casa de una pareja que hacía una fiesta con motivo del anuncio de su matrimonio. Sí: comer, beber y reir, de eso se trata no? Dejaré un apunte: la pecora gialla. A ver si un día recuerdo cómo iba la historia y acabo contando el chiste.

Al día siguiente hicimos una excursión en moto a Fiesoli, un pueblecito pequeñísimo en una colina encima de Firenze que aparte de ofrecer una panorámica alucinante de la ciudad (y en el que obviamente se come de coña) es el pueblo más antiguo de la zona, siendo éste etrusco y no romano.

Y nada, el inicio del curso ha ido bien, compañeros bien heterogéneos, desde una suiza en la sesantina, otra de 18 años que acaba de acabar el “cole”, una australiana más perdida que un pulpo en un garaje… y otras combinaciones de lo más variopinto que cambia de clase en clase. Interesante. La pausa-caffè la hago en el Caffè Paskowsky, y después de comer siempre es agradable leer un poco en la Edison, librería-café-sala de lectura.

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Primera etapa, Firenze

Después de una escapada increible a Praga, empieza realmente la nueva etapa, donde viajar es un plan en sí mismo, a pesar de que no haya ni planes de viaje concretos y estar  en movimiento permanente no sea ninguna obligación.

Mis orígenes, sentimientos e incluso la fortuna me han llevado a que Firenze fuera mi comienzo de viaje; una elección espontánea al fin y al cabo.

Partir de casa ya resultó una experiencia interesante. En el taxi, la conductora, una mujer de unos 50 años, puso a Justo Molinero en la radio. Entre anuncios de bayetas Manolo y reparaciones Pepe, sevillanas con títulos como “salvar al mundo” (sus vais a cagar) “amigos jubilados” o “amigo camionero cuidado por la carretera” nos hacían la carrera más amena 😀

En el aeropuerto me sentí agraciada con la amabilidad de la azafata de Vueling que hizo la vista gorda a mis 6 Kg de sobrepeso de la maleta, y a mi llegada a Pisa cogí el autobús anterior al que tenía previsto (tuve que esperar hasta 1 minuto a que saliera!).

Cual sherpa cargando con ordenador, maletón, 2 bolsas y el bolso llegué a Firenze, Santa Maria Novella. De allí fuimos a casa y me instalé, entre otras cosas 🙂

Qué gozada trabajar o relajarse en la terraza con una buona Menabrea o un bicchiere di Chianti…

Las noches de momento discurren entre aperitivos con amigos, cenas fuera o fuera en la terraza de casa y ayer un concierto en el Jazz Club.

Gestiones del curso de lingua e cultura italiana, done; la escuela es alucinante, incluye mega sala de estudiantes preciosa con un piano de cola, un jardin en el patio interior y mosaicos por doquier, techos altísimo y escalinatas dignas de un palacio 🙂

No hace falta disir que qué bonita es la ciudad, y qué ganas tenía de pasar un tiempo para vivirla…

Incluyo 4 fotos absurdas de estos 2 primeros días 🙂

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Last days in SF

Ieri è stato una giornata molto carina e divertente.

La mattina dopo di far colazione ho preso un tè da Philz, e libro in mano sono andata col bus fino The Marina. Sono scesa a Divisadero e ho fatto una passeggiata fino a Palace of Fine Arts. È un bel posto, con colonne, un lago, molto verde. Poi alla fine c’è l’ Exploratorium, un tipo di museo della scienza. Sono andata anche perché avevo letto c’era questo “Tactil Dome” e mi incuriosiva ^^
Ho preso il biglieto e poi ho visto che il Tactil Dome si doveva prenotare e non c’era posto fino le 17 (e non mi ci vedevo 5 ore li!). Comunque sono stata per un po a leggere, fare degli esperimenti, e rendermi conto di quanto sono scemi gli americani. Beh, non so, mah, il nostro museo della scienza a barcellona è interessantissimo, l’ultima volta (2 anni fa) ci sono stata per tutta la giornata, ti faceva pensare, imparavi ti sfidava e il discorso non era per bambini piccoli come qua. Un po delusione pero’ va bene.

Poi mi sono fatta una passegiata fino al Wave Organ in una piccola peninsola. Li sono stata a leggere e ascoltare le onde che facevano musica. Molto zen tutto sommato 😀

Come dopo un po avevo fame ho caminato lungo a Chestnut St finche ho trovato un posto che mi ispirava. Non è stato male, era tipo enoteca-bistrot. Ottimo vino.
Alla fine nel ritorno non avevo cambio per il bus (e l’autista non tocca i soldi) quindi sono rientrata a piedi. Un bel pezzo, ma bene per la digestione :p

Dopo una piccola siesta, mi sono ripresa e sono andata al CS meet up al Cafè Royale. Il posto era carino, ma sono stata a niente di andarmene dopo i primi 20 minuti. Ché palle! La gente timida, freddissima, chiaccherate zero interesanti, quasi di compromesso, una russa afascinata con Barcellona che mi chiedeva delle cose assurde… poi è sucesso quello che evito sempre. Ma stavolta è stato divertente. È arrivato Fede di Madrid, Alejandro di Buenos Aires e Albert di Girona. Nemmeno si conoscevano ma siamo finiti a parlare, dire cazzate, ridere e fare più casino di nessuno lì (strano no??). Poi è arrivato anche Don con la sua CS tedesca.  Siamo finiti in un altro bar a mettere musica infumabile nel jukebox e parlare di idee folle. Considera che quasi tutti qua sono ingenieri-programmatori; Alejandro lavora a Facebook, Albert è venuto a lavorare in una start-up e anche Fede ma in disegno. Abbiamo fatto delle risate e proprio adesso mi hanno mandato un messaggio che si va a bere qualcosa per aperitivo.

E oggi giro in bicicletta; alla fine mi son fatta alla fine The Mission da sola. Le piccole gallerie di arte urbana, i negozi vintage (ho ceduto all’impulso… !!) e le stradine con le case vecchie. Sono andata a mangiare a una taquería a una che mi avevano consigliato, ed ho mangiato dell’ottimo cibo messicano.

E niente, dopo di andare ad un cafè sono tornata a casa in bella ruta in bicicletta. Comunque la città non è per se bella. Ha dei posti carini, interessanti, diversi, ma è tutto molto sparso. E tutto così largo che sembra desolato.

E quasi quasi lì si finisce il viaggio. Back to BCN!

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2nd WE in SF – back as a beatnik ^^

ché giornata splendida…!!!

Diciamo che me la cavo bene a godermi la città da sola… :p

Oggi dopo fare colazione da Philz con Chris e Anne, li ho accompagnato al BART e sono andata a casa a prendere la bicicletta (alla fine!). Quindi sono andata a Columbus/Broadway (Northbeach) dove c’è la libreria City Lights, culla del movimento beatnik ed editori di autori come Ginsberg. Ché posto bellissimo, quanti libri… li mi sono persa per un po’. Dopo c’era un mercatino di strada piccollissimo con cose vintage (mi sono presa una borsetta rossa di pelle bellissima!), una vecchietta a cui ho comprato la limonade che faceva lei al momento, piccoli disegnatori hippies, tra altri. Poi alla fine ho trovato per caso questo bar strano, buio ma bellissimo, antico, pieno di foto, quadri pieni di polvere e tanta di gente strana. Molti personaggi seduti, tra cui un’uomo con baffo allo Dalì e cappello a cilindro e voce allo C3PO (quindi suppongo aveva una traccheotomia, ma aveva una voce metallica artificiale allucinante!). Dopo di chiedere al barman e all’ amico che c’era nel bancone ho saputo che era proprio il posto di ritrovo di scrittori e artisti vari negli anni 50 (coetaneo e in relazione a citylights).

Come avevo lasciato la bicicletta parcheggiata davanti alla libreria e ci stava bene, mi sono fatta un giro. C’erano negozi di dischi e istrumenti dietro in una piccola stradina un po nascosta. Sono finita nel basement di uno do loro, mezzo buio, con corridoi dove non ci passavo con la borsa, dove probabilmente c’erano i topi (c’era anche puzza di piscio di gatto haha), con migliaia di dischi, senza ordine, casse e casse… Ci sono stata per un bel po. Poi io non ho il riproduttore, ma un paio di belle scoperte da regalare (e farmi ascoltare) le ho prese.
Sono finita a salire fino alla Coit Tower, di aprox 70m, uno dei punti più in alto di SF, quindi bellissima vista, apparte del quartiere (telegraph hill) che è anche molto carino. Come mentre scendevo stavo già morendo di fame, ho preso la bicicletta e pratticamente sono finita a Little Italy. Li credimi non volevo sbagliare e mangiare male, quindi ho mandato un messaggio a Mike che mi ha risposto in 2 min. con un posto e indirizzo. Come ho mangiato bene!! Mi sono seduta nel bancone, così sono stata curata dal barman col vino, con i commenti sul cibo e ricommandazioni varie, anche suggerendoli io di tagliare la coppa un po più sottile, che considerando che la fanno loro, si apprezza di più 🙂
Dopo del vino, offrirmi il grappino,  e avere fatto quest’ottimo pranzo la bici faceva un po fatica. Ma, il peggio è stato quando dopo seguire le indicazioni del barman per non prendere colline per tornare a casa, passando per un tunel, io non ho capito bene e ho pensato che lui intenteva passando sotto… poi ho visto (già dentro e senza possibilità di fermarmi) che c’era una parte pedonale…. ma io sono andata a chiodo sotto, quindi con le macchine. Ché botta di adrenalina, ché follia!!! ammetto che ho passato un attimo di paura (apparte accettare il fatto che sono una deficente) pero’ è andata bene (e non perché qui si guidi tranquillamente, anzi mi passavano a tutta velocità a 2 dita e io pedalando per la mia vita hahahaha).
Credo proprio della botta di adrenalina poi me ne sono fregata della direzione e sono andata della parte opposta della mia via (allegria! pero’, apparte questo mi oriento già molto bene senza cartina, dai è figo!), quindi alla fine ho preso il bus per tornare indietro :)))) hahaha divertente pero’ l’avventura

E niente, adesso tranquillamente la sera di domenica a leggere, ascoltare musica e forse anch’io mi guardo in film più tardi.

E questi ultimi giorni in compagnia ho fatto Sausalito, quindi ferry e Golden Gate Bridge (finalmente, ché emozione!), Chinatown di nuovo, Japantown, cablecar e un bar southern US style e Dolores Park.

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I’ve seen the Pacific!

Sono morta!… ho fatto più di 30 km sotto il sole, con salite… ma è stato bellissimo!

Ho preso il bus 5 per andare fino all’inizio di Golden Gate Park. Dio, amo li autisti di bus di SF. Sono dei poveraci, ma sono sempre pronti a ridere, si prendono la vita come si deve. Ho lasciato passare 2 bus, tranquillamente perche erano pieni e io portavo la bicicletta poi si stava da dio lì. Al terzo pero’ vedo che si ferma (anche abbastanza pieno) io li chiedo “do you think I fit in?” e lui “yeah, sure sure, let me help you”. Ferma il bus, fa spostare gente, scende e viene, mi prende la bici, la mette nel porta biciclette (che adesso ho capito hanno tutti i bus hehe, ma che dovresti fartelo tu il lavoro de metterla li) e salgo. Lui raccontava ad un bambino e a me perché a volte si ferma, a volte no, cosa potremo vedere nell’Academy of Sciences (ci andavamo tutti, poi ci ho veramente creduta per la fila…) proprio un sole.

All’arrivo l’ho visto chiaro, non ci entro nemmeno matta. Primo perché mi piaciono i musei della scienza pero per vederli piano e tranquillamente. La coda faceva dei giri nel parco… La giornata poi era bellissima, e io c’avevo la bicicletta. Morale, sono incominciata a girare per il parco, col profumo a eucaliptus (quello si, i parchi qua sono meravigliosi), laghi, viette che sembravano boschi, senza nessuno. Io pensavo di stare andando verso il pacifico ma mi sono persa 2 volte hahaha Ma dopo di 1 ora di girare ci sono arrivata. Ché spettacolo! Poi niente a vedere col mare. Nel senso, era solo per guardarlo, nessuno faceva il bagno, poi non c’era nemmeno quasi gente (e guarda che apparte il vento la giornata era fantastica), si sentivano solo i gabbiani, il mare e l’immensità della acqua e il cielo. Sono stata mezz’ora buona seduta nella sabbia, ovviamente vestita, con i piedi che sentivano il caldo e il naso il fresco della brezza.

Poi sono salita per una collina che portava alla Cliff House, la casa del 1800 e qualcosa dove c’era un antico ristorante e centro giochi, quelli posti bianchi di legno in una roccia di fronte all’oceano, nient’altro. Sono andata lì e mi sono fatta, davanti al mare dei calamari fritti (beh, loro non sanno cos’è friggere ma va bene, i calamari non erano male) ed un Bloody Mary bonissimo (perché poi qui a certi posti non vale la pena provare a chiedere del vino; o essagerano coi prezzi o non sanno nemmeno cos’è). Ché piacere. Pero’ poi non sai la fatica al ritorno hahahaha ho ripreso il bus, pero poi volevo cambiare del soldi in banca quindi mi sono fermata prima, che casino! Alcuni non cambiano, altri solo la mattina presto… Ho dovuto girare tantissimo, ero già stanchissima, e lì un po verso la sofferenza c’ero… hahaa ma alla fine sono riuscita, ho anche passato per un mercatino di farmer’s a comprare Sour Dough (un pane che fano qui, speciale, abbastanza buono) e frutta. È stato un bellissimo giro.

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E niente, ovviamente mi sono meritata almeno 1 ora di siesta,  non potevo muovermi! Esito se andare o no al CS meet up dove avevo già confermato… vedremo dopo; sono stanca.
Domani mattina arrivano Anne e Chris che dagli anni 70 non vedono SF. Si fermano in un albergo fino la domenica. Comunque loro non escono la notte quindi ci organizzeremo tranquillamente. Avro’ compagnia nei miei giri quindi scrivero meno.

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Back experiencing SF…

Alla fine ieri la giornata è stata bellissima. Sole splendido e mi sono sentita 100% integrata nella città (motivi peculiari miei).

Dopo di fare colazione sono andata al MOMA. Quando sono arrivata mi è venuta a trovare Don per farmi entrare. Poi lui doveva fare una riunione e riparare qualcosa del sito e poi tornava anche lui per vedere le mostre. Ce n’erano 3, bellissime. Ho incominciato per la temporale, quella delle avanguardie col filo conduttore dei Steins (questa mostra arrivera a Parigi e NYC nei prossimi mesi e fino 2012). Quindi dalla California a Parigi (nel tempo) quadri (e foto dell’epoca, la famiglia e gli artisti) di Picasso, Matisse, Picabia, Cézanne, Juan Gris ed altri. Fantastica.

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Poi ce n’era una di fotografia contemporania non male nel 2o piano, e l’ultima nel 1o era la solita permanente d’arte moderna (contemporanea comunque… loro che cambiano i termi), molto interessante, Warhol, Miró, anche lì Picasso, Man Ray, Cézanne, e poi i californiani, con cose divertentissime. Veramente un piacere andarci. Poi non solo non ho pagato l’ingresso ma ho avuto questa fantastica idea di fare un’occhiata alla libreria del MOMA (sì, lo so, sono pazza). Dopo di ritenermi per davvero, pero’, ho dovuto cedere a uno, solo uno, perché era tempo che lo volevo e l’ho dovuto prendere per quanto costava. Era ‘The modern century’ di Henri Cartier-Bresson, bellissimo, enorme, con tutte le fotografie. Di solito l’avevo sempre visto a 60-70 euro, ma lì era a $40 per visitatori e $29.50 per members…. e Don è member 🙂 Vedremo all’aeroporto hahahah pero secondo me ci passo bene per peso e quindi ne ha valuto veramente la pena :)))))

Dopo del pranzo sono andata a fare un giro, chinatown ma per altre parti, dove ho trovato un cafè fantastico (qualità del cafè, ambiente, música) e mi sono messa a guardare il mio acquisto 🙂
Poi Nob Hill (dove ci sono le case più belle e care) e poi ritorno a casa.

Siesta meritata (alla fine ho caminato tanto di nuovo hehe) e libro (quello che ho preso l’altro giorno). Poi ero ancora mezzo stanca e mi sono detta, cazzo sei in vacanza, fai quello che ti pare anche se è rimanere a casa a non fare niente. Poi mi sono ricordata di com’è la mia casa qui, e sono andata in palestra, poi in piscina e jacuzzi (climatizati all’aperto…), e sono finita a casa a farmi le mie lenticchie 🙂

Pero’ giusto stavo cucinando e mi chiama Attilio, che facevano una cena con degli amici per salutare a uno di loro che partiva e quindi ho pensato, cazzo perché no. Sì, avevo già mangiato un po, pero’ il posto dove siamo andati era molto buono e quindi non mi è dispiaciuto farmi una seconda cena con dei gamberi buonissimi all’indiana 🙂
Poi ché ridere, sembravamo le UN: 2 italiani, un russo, un brasiliano ed una spagnola. Divertentissimi, le abbiamo detto di tutti colori, mi faceva male la pancia e le guancie di tanto ridere.
Tornando in macchina abbiamo preso le strade con più dislivello e potevamo sentire la discesa nello stomaco nel cambio di accelerazione di salita a discesa.. ché impressione! hahahaha ma ché divertente.

E niente, sono tornata a casa un po tardi, ma sono già in piedi perché il sole mi ha chiamato e oggi è giornata di ingresso libero al museo di scienze naturali (nel golden gate park) e mi porto la bicicletta così poi vado fino al Pacifico e la zona spiaggia lì nell’altra parte della città dove non sono ancora andata 🙂

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End of Colorado stay and back to SF

È stata molto bella la serata BBQ di sabato. Molto variata, c’erano da amici loro coppie da +-40 anni, a quelli del’altra serata da una trentina, poi un ragazzo di 24, il fratello di Anne (un po strano ma interessante), la mamma e una amica di lei di Anne di tipo 80 anni (simpaticissime, come ho riso a parlare con loro!).

La domenica invece, siamo andati chez Jennifer e John a guardare la partita USA-Giappone… beh, io piuttosto giocavo con Pam, la cagnetta di loro due).
E oggi aereo per SF! Dopo arrivare col BART, sono andata a comprare un po di frutta e verdura, birra e formaggio (per il resto c’è ancora di tutto a casa). Come no, sono andata in bicicletta da quel posto bio carissimo, pero che dopo sapere che qui il latte non bio ha anche le ormone e la maggior parte del resto ha dei aditivi e grassi aggiunti, io ci penso due volte. Poi sono in vacanza quindi quel cazzo che vado a comparare 2 dollari di un posto all’altro quando li è più buono. Ma come dicevo, come l’altra volta ero in bicicletta e come no, c’era il vento fortissimo in contro tanto all’andata (in salitissima) come nel ritorno (non si capisce questo, era fatto apposta!), ed al ritorno con 2 sacchetti enormi che ballavano di lato a lato.

Poi pero’ a casa mi son fatta una Leffe con un po di taleggio che avanzava e poi bella doccia lunga, poi mettere tutto a posto. Poi cena con Attilio e partita di biliardo in un pub. È stato divertente, poi siamo finiti a giocare con dei ragazzi li perché basicamente se non guadagni il turno giocando con loro non ti lasciano mai il tavolo.

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